Criptovalute e Bitcoin


Criptovalute e Bitcoin è una guida rapida sul mondo delle criptovalute cercando di rispondere alle domande più comuni poste in Studio.

Criptovalute guida rapida
CRIPTOVALUTE – BOLOGNA COMMERCIALISTA

Criptovalute e Bitcoin: il fenomeno delle Criptovalute è arrivato da qualche tempo anche in Studio da me. Diversi clienti anche privati chiedono sempre più informazioni a riguardo. Spesso è semplice curiosità visto che in Italia il fenomeno pare più come un prodotto finanziario che come un nuovo modo di concepire le compravendite. Altre volte invece è dato dalla consapevolezza che muovendo i passi verso questo nuovo orizzonte oggi può portare a vantaggi in termini competitivi domani. Più tecniche sono le risposte per chi vuole procedere con una ICO per la quale non basta da solo il Dottore Commercialista. Alle domande più semplici che mi vengono poste ho deciso di rispondere e condividerle. Non sono un tecnico informatico, nemmeno un esperto finanziario bensì un appassionato di novità che cerca di rendere semplice la vita dei propri clienti e di chi gli sta attorno.

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Tante domande sulle criptovalute

Che cosa sono le Criptovalute e Bitcoin? Come funzionano? Sono legali?  Criptovalute guida rapida

Senza entrare in definizioni tecniche che si possono trovare facilmente su internet possiamo definire le criptovalute come monete virtuali generate da un complesso sistema aritmetico che garantisce: la fonte di produzione, il valore, i passaggi che la stessa ha subito da portafoglio a portafoglio sino ad identificare chi è il detentore attuale (il quale compare al mondo virtuale come un wallet, portafoglio, rappresentato da un codice alfanumerico. Per generare tale codice il proprietario si è dovuto identificare, nella maggior parte dei casi, tramite alti livelli di sicurezza come: mail, cellulare, indirizzo verificato da bollette, carta identità, passaporto ecc.). La stessa Agenzia delle Entrate con la
risoluzione n. 72/E/2016 ha accolto le criptovalute riconducendole al rango delle monete estere. Pertanto avere Dollari, Yen, Rubli, Sterline ecc. in portafoglio o avere criptovalute come Bitcoin, Ethereum, Litecoin ecc. per il fisco è la stessa cosa. Quindi sì! Sono legali. 

Perché sono di moda le criptovalute e bitcoin? Le imprese possono usarle? Criptovalute e bitcoin guida rapida

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Perché sono di moda le criptovalute? Le imprese possono usarle?

Sono diventate di moda probabilmente grazie ad intenti speculativi di alcuni grandi investitori sulla moneta madre di tutte le altre: il Bitcoin. Ad un convegno mi è stato raccontato dall’esperto informatico che il primo acquisto di Bitcoin è stato fatto nel 2008 (anno di lancio della stessa ad opera di un personaggio, molto probabilmente dietro al quale si nasconde qualche organizzazione, tal Satoshi Nakamoto) del valore di 5 euro. Per tale cifra l’acquirente di allora si portò a casa ben 1600 Bitcoin… 

Da qui in poi si entra un po’ nella leggenda. C’è chi dice che la moneta è stata utilizzata nel deepweb per acquisti illegali e pertanto la moneta ha cominciato ad essere utilizzata in tutto il mondo proprio dai mal intenzionati. Chi invece ritiene che la divulgazione della stessa sia dovuta ai forti ideali liberisti intrinsechi nella stessa che ben si sposa con le ideologie cypherpunk che mirano ad una rivolta sociale e politica grazie alla trasparenza che può garantire l’informatica. Come al solito credo personalmente che la verità sia nel mezzo. 

Criptovalute Bologna Commercialista

Il Bitcoin in particolare, ma in genere tutte le criptovalute, hanno un limite di produzione stabilito da un algoritmo. Infatti, l’algoritmo dei Bitcoin stabilisce che se ne produrranno al massimo 21 milioni, i quali saranno prodotti per il 96% entro il 2030. Più ce ne saranno in circolazione e più difficile sarà produrli. Ma soprattutto costerà molto di più produrli in termini energetici. Si stima che per produrne uno tra 10 anni possa servire l’energia elettrica che soddisfa i bisogni di una intera città.

Essendo di numero limitato e di grande divulgazione, non avendo controlli governativi, facilmente reperibile online e probabilmente avendo altre caratteristiche finanziarie che non conosco il valore della moneta è incrementato tantissimo in base alla domanda. Facile è pensare che gruppi di grandi investitori abbiano deciso di investire sul finire del 2016 ingenti somme di denaro in Bitcoin che vale circa 700/800 dollari. Se si pensa che nel 2017 ha toccato valore di circa 20mila dollari…

Da qui la moda. I pochi che acquistarono bene negli anni precedenti il 2016, nel 2017 si sono rivisti con un patrimonio in Bitcoin decuplicato. Se si pensa poi a quello che ne comprò 1600 con 5 euro…

Ora il Bitcoin è diventato realtà. Tante imprese accettano pagamenti in Bitcoin. Io stesso tramite Bologna Commercialista accetto pagamenti in criptovalute come Bitcoin ed Ethereum. Pertanto la risposta è: si! Anche le imprese possono usare i Bitcoin. Per loro equivale avere dei dollari in portafoglio con il rischio della facile volatilità della stessa a differenza della moneta america

Sono tassate le criptovalute? Criptovalute e bitcoin guida rapida

Criptovalute Bologna Commercialista

Sono tassate le criptovalute?

La risposta chiaramente è sì! Se sono riconosciute legalmente, anche dall’Agenzia delle Entrate, leggi qui altro articolo, e quindi sono tassabili alla stregua della disciplina sulle monete estere. Riguardo alla tassazione un importante riposta dell’Agenzia delle Entrate ad un interpello da parte di un contribuente, nell’Aprile 2018, chiarisce tanti dubbi.

Si applica pertanto la disciplina fiscale a seconda dei casi:

  • redditi finanziari di natura diversa per i privati soggetti quindi alla tassazione in RT del 26% (distinguendo in quest’ultimo caso: a) le operazioni exchange per le quali non vi è tassazione qualora la giacenza media dei wallet non abbia superato il controvalore in euro di 51.645,69 per almeno sette giorni lavorativi continui nel periodo d’imposta; b) redditi derivanti dalle operazioni realizzate sul mercato FOREX e da Contract for Difference (CFD) aventi ad oggetto valute virtuali i quali vengono tassati a norma dell’articolo 67, comma 1, lettera c-quater), del TUIR). Per questo punto leggi qui la risposta dell’Agenzia delle Entrate all’Interpello 956-39/2018 di Aprile 2018, in cui secondo me si sciolgono molti dubbi;
  • redditi da lavoro dipendente se corrisposti all’interno di un contratto di lavoro;
  • tassazione sulla plusvalenza formata dalla differenza tra il valore ad inizio anno e quello a fine anno in ambito di reddito d’impresa.

Ricordiamo inoltre che ci sono obblighi di monitoraggio fiscale in Dichiarazione dei Redditi, quadro RW, anche degli wallet che risiedono in paesi esteri.